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Conflitto d’interessi all’europea

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Quando gli ex commissari scelgono il settore privato

Esiste un potenziale conflitto di interessi nel momento in cui si passa direttamente dalla vicepresidenza della Commissione Europea carica di senior advisor per una grande banca ? Per la Commissione europea non è così. Motivo per cui, il 6 luglio, la Commissione ha dato a Günter Verheugen il via libera alla sua assunzione presso la Royal Bank of Scotland (RBS). In un momento in cui le banche stanno ricorrendo a qualsiasi mezzo per ridimensionare la portata della riforma bancaria allo studio degli organismi europei. Ma l’ex-vicepresidente e Commissario per l’industria e l’imprenditoria della Commissione Barroso I non è l’unico a trovarsi in questa situazione. Gli Euros hanno indagato.


Il comitato etico

Il comitato etico ad hoc è stato creato il 21 ottobre 2003, grazie ad una decisione della Commissione, che non è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. I primi membri di questo comitato sono stati nominati il 19 maggio 2004 ed erano : Filippo Pandolfi, l’ex-commissario, vicepresidente per la ricerca, l’innovazione e la scienza, nella commissione Delors II (1990-1993) – Karel Van Miert, ex-commissario, vicepresidente direzione generale della concorrenza nella commissione Delors III (1993-1995) – John Murray, ex-membro della Corte di Giustizia dell’Unione europea (ECJ) (1991-1999). Gli attuali membri del comitato sono stati nominati il 15 dicembre 2009 e sono : Michel Petite, presidente del comitato, ex direttore generale del Servizio giuridico della Commissione – Rafael García-Valdecasas, ex giudice del Tribunale di primo grado in Lussemburgo - Terry Wynn, ex europarlamentare britannico (laburista/PSE) e presidente della Commissione bilanci nel Parlamento europeo dal 1999 al 2004.

Il 28 aprile 2010, la Commissione ha appreso dai giornali che l’ex-vicepresidente e Commissario per l’industria e l’imprenditoria, Günter Verheugen, era diventato senior advisor e vicepresidente della Royal Bank of Scotland. Tuttavia, esiste un codice di condotta che disciplina la carriera dei commissari e che dispone che la Commissione debba essere informata dei loro progetti lavorativi per un periodo di almeno un anno dal termine del loro mandato. Nel caso in cui l’incarico sia collegato ad ambiti di interesse di cui il commissario era responsabile, un apposito comitato etico è tenuto ad accertare i rischi di conflitto di interessi.

Per quanto riguarda Verheugen, il comitato è stato convocato immediatamente, esprimendo un’opinione positiva, confermata, il 6 luglio, dalla Commissione europea. Verheugen potrà ricoprire le seguenti cariche : consigliere politico della Bundesverband der Deutschen Volksbanken und Raiffeisenbanken (Associazione nazionale delle banche cooperative tedesche), senior advisor/ vicepresidente del ramo tedesco della Royal Bank of Scotland, membro del comitato consultivo europeo della società Fleishman Hillard International Communications e consulente dell’Unione delle borse e delle camere di commercio della Turchia.

Ma queste società non sono le uniche a desiderare di impossessarsi della rubrica telefonica e delle competenze degli ex commissari. L’Alleanza per la regolamentazione sulla trasparenza e l’etica del lobbying (Alter- Eu) e l’ONG Trasparency International, associazioni che si battono per la trasparenza nell’attività di lobbying a livello europeo, evidenziano potenziali conflitti di interessi relativi al conferimento di altri tre incarichi, assegnati in tempi rapidi e in lasso di tempo molto corto, dalla fine di aprile all’inizio di maggio 2010. I tre casi riguardano Meglena Kuneva (gruppo BNP Paribas), Benita Ferrero-Waldner (gruppo assicurativo Munich Re) e Charlie McCreevy (compagnia aerea Ryanair). Alter- Eu ha inviato diverse lettere aperte alla Commissione, esigendo una definizione chiara del concetto di conflitto di interessi, e l’istituzione di un periodo di sospensione della durata di due o tre anni, durante i quali gli ex commissari non potrebbero lavorare per altre società sulle materie di cui erano responsabili in Commissione.

Esiste un conflitto di interessi ?

Natacha Cingotti è responsabile dei problemi relativi alla trasparenza e all’attività di lobbying per conto di Friends of the Earth Europe, una rete di organizzazioni per lo sviluppo sostenibile. Cingotti è rimasta sorpresa dalle dichiarazioni della Royal Bank of Scotland e del gruppo BNP Paribas : “Le società accolgono a braccia aperte i nuovi assunti, mettendone in risalto l’autorevolezza e le relazioni a livello internazionale, e ciò non viene visto come un conflitto di interessi”. Cingotti sta lavorando anche per Alter-Eu, una coalizione di 165 organizzazioni internazionali impegnata nel monitoraggio delle attività delle lobby a Bruxelles, e ha osservato che il registro delle rappresentanze di interessi della Commissione europea considera allo stesso modo le imprese e le associazioni. “Aiuta a mescolare le cose, e il tipo di influenza esercitata dalle multinazionali si colloca allo stesso livello delle organizzazioni non-profit. L’attività di lobbying è complessivamente vista come qualcosa che riflette le opinioni di diversi gruppi di interesse, come qualcosa di molto democratico”. Questo è il motivo per cui Friends of the Earth si concentra esclusivamente sulle attività di lobbying delle corporation, facendo riferimento al lobbismo delle grandi imprese.

Quando è stata interrogata sulle nuove cariche ricoperte dagli ex commissari, la Commissione europea ha confermato che questo fenomeno è molto diffuso, e non viene percepito come problematico : sin dal rinnovo della Commissione alla fine del 2009, sono stati 11 i commissari che hanno dichiarato attività nel settore privato. La lista non è disponibile, ma i casi di Joe Borg, per la società di consulenza FIPRA, e Louis Michel, per un’agenzia immobiliare e di prestiti ipotecari, sono stati riesaminati dal comitato. Bisogna tener presente che il comitato etico si è riunito 11 volte e non ha mai espresso un’opinione negativa. Ma secondo il suo presidente, Michel Petite, ex direttore generale del Servizio giuridico della Commissione nel 2008 e che ora lavora per lo studio legale Clifford Chance, “il comitato esprime un’opinione, ed è la Commissione che prende la decisione finale”. Gli altri due membri del comitato sono : Rafael Garcia-Valdecasas, ex giudice del Tribunale di primo grado in Lussemburgo e Terry Wynn, ex europarlamentare britannico (laburista/PSE) e presidente della Commissione bilanci nel Parlamento europeo dal 1999 al 2004. Fino ad ora, la composizione del comitato etico che ha giudicato il caso di Verheugen e di altri ex commissari della Commissione Barroso I non è mai stata rivelata. E nessuna norma se ne occupa.

Pericolo per la discrezione degli ex commissari

Analizzando da più vicino, l’assunzione di quattro ex commissari, pubblicizzata di recente, rivela un rischio di conflitto di interessi. La politica bulgara Meglena Kuneva, che adesso lavora per la banca BNP- Paribas, ha lavorato alla direttiva sul credito al consumo quando ricopriva l’incarico di commissario europeo per la tutela dei consumatori. Quando il gruppo BNP Paribas ha espresso la sua opinione in merito, ha evidenziato la recente “campagna di femminilizzazione dei funzionari e il crescente orientamento internazionale della stessa” senza aggiungere ulteriori informazioni.

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Munich Re, la compagnia mondiale di assicurazione, ha accolto Benita Ferrero- Waldner all’interno del consiglio di vigilanza. L’ex commissario europeo per le Relazioni Esterne e la Politica Europea di Vicinato è stata una forte sostenitrice di un progetto chiamato Desertec. Si tratta di una rete di centrali solari installata nel nord Africa, che dovrebbe fornire elettricità a tutta l’Unione Europea. In questo progetto Munich Re è uno dei soggetti principali. In un comunicato stampa nel febbraio del 2009, l’ex commissario e Ministro federale degli Affari Esteri nel governo di Wolfgang Schüssel, ha citato Martin Luther King per convincere dell’urgenza ecologica di realizzare “il progetto del secolo” prima che sia troppo tardi. Ma Ferrero- Waldner è coinvolta direttamente o indirettamente in questo progetto ? Il dipartimento per le relazioni pubbliche di Munich Re si è rifiutato di rispondere, facendo riferimento a un sintetico comunicato stampa. L’ex commissario ha anche accettato incarichi retribuiti per conto della Norman Foster Associate, i migliori architetti per progetti di grandi dimensioni, e per conto della Gamesa Corporacion Tecnologica, una società specializzata nelle tecnologie sulle energie rinnovabili. In tali circostanze, la consulenza di Benita Ferrero- Waldner sarebbe comunque inestimabile per le società coinvolte nel progetto Desertec.

Per quanto riguarda Ryanair, la compagnia ha trovato nel nuovo direttore Charlie McCreevy, ex commissario al mercato interno, un difensore molto valido : i continui reclami relativi a Ryanair, rivolti alla Commissione da parte delle compagnie aeree europee, rischiavano di compromettere le operazioni finanziarie della compagnia low-cost. In modo particolare, Air France ha denunciato la Ryanair per aver ricevuto sussidi regionali tramite i piccoli aeroporti in cui la compagnia low-cost ha stabilito la sua attività. Insieme con KLM e Alitalia, Air France stima l’ammontare totale riscosso nel 2008 da Ryanair in 660 milioni di euro. Le grandi compagnie aeree ritengono che i sussidi regionali dovrebbero essere monitorati dall’Unione Europea poiché gli aiuti di stato sono soggetti alle rigide leggi sulla concorrenza. Di certo Ryanair si troverebbe in una pessima situazione finanziaria se i sussidi regionali fossero soggetti alle norme europee relative alla concorrenza. Le varie regioni si sono anche lamentate dell’assenza di un risarcimento a loro favore quando la società ha sollecitato un aumento delle sovvenzioni già concesse. A Ryanair basta minacciare di stabilirsi, da un giorno all’altro, in un altro aeroporto vicino perché, a differenza delle regioni che sono tenute a pagare una sovvenzione per un determinato periodo, la società può abbandonare un aeroporto senza essere denunciata. McCreevy, ex ministro delle Finanze e ministro del turismo in Irlanda, è stato, per molto tempo, un ammiratore del successo di Ryanair. Nel 2006 Michael O’ Leary, amministratore delegato di Ryanair, aveva annunciato l’offerta per la controversa acquisizione di Aer Lingus, l’altra grande compagnia aerea irlandese. Mentre la Commissione prendeva in considerazione la faccenda, McCreevy parlava con entusiasmo del successo di Ryanair : “Per molti aspetti, quello di Ryanair è un’impressionante modello di successo. La compagnia ha trasformato la vita della gente, le possibilità di fare affari, e perfino il modo di comportarsi”. Ciononostante, la Commissione proibì l’acquisto di Aer Lingus. Non è difficile immaginare che McCreevy cercherà di utilizzare tutte le informazioni a sua disposizione e la sua influenza per evitare che Ryanair perda i sussidi regionali. Si tratta quindi di conflitto di interessi ?

Il “codice di condotta per i Commissari” non accenna minimamente al concetto di conflitto di interessi. Il Comitato etico si riunisce quando il nuovo incarico assunto da un commissario è “collegato al vecchio mandato europeo”. Il dibattito sorto tra la Commissione Europea e i difensori della trasparenza nelle attività delle lobby riguarda proprio questo. Il nocciolo della questione è se il vecchio incarico di McCreevy come commissario al mercato interno entra in conflitto con il suo attuale incarico alla Ryanair. Le lamentele riguardanti la compagnia aerea dovrebbero essere di competenza della Direzione Generale dei trasporti, ma Alter-Eu ha osservato che, nella nuova Commissione Barroso, le lamentele relative a Ryanair ora sono sotto il controllo della Direzione Generale della concorrenza e quindi del mercato interno e servizi …

Una correzione al codice di condotta : ma anche no…

Il “codice di condotta per i Commissari” affronta pochissimo l’argomento : il Comitato etico è responsabile nel determinare se il nuovo incarico è “compatibile con il Trattato sull’Unione Europea” e di solito, qualora emerga un’incompatibilità, all’ex commissario è tutt’al più raccomandato di non avere questioni pendenti relative al suo vecchio incarico e di non contattare nessuno con cui ha avuto rapporti di lavoro durante il suo incarico come commissario. Secondo Michel Petite “un conflitto di interessi sussiste quando una persona è a conoscenza di un’attività commerciale in un determinato caso (quando è commissario) e agisce secondo questa stessa attività, per conto di qualcun altro”, aggiungendo, inoltre, che i Commissari “dovrebbero poter lavorare” dopo il loro mandato.

L’Articolo 213 del Trattato sull’Unione Europea stabilisce soltanto che “fin dal loro insediamento, [i commissari] assumono l’impegno solenne di rispettare, per tutta la durata delle loro funzioni e dopo la cessazione di queste, gli obblighi derivanti dalla loro carica, e in particolare i doveri di onestà e delicatezza per quanto riguarda l’accettare, dopo tale cessazione, determinate funzioni o vantaggi”. Alter-Eu e Trasparency International richiedono una revisione del “codice di condotta per i Commissari” per definire il campo entro il quale gli ex commissari possono muoversi e rendere più trasparente il lavoro dell’apposito comitato etico. La raccomandazione è presente anche in uno studio autorizzato dal parlamento europeo nel 2008. Inoltre, la revisione del codice è un impegno preso da José Manuel Barroso all’inizio del suo secondo mandato. Tuttavia, Michael Mann, portavoce del commissario europeo per le relazioni interistituzionali e l’amministrazione, afferma che “per il momento non è stata adottata ancora nessuna misura in questa direzione” e che “la Commissione è soddisfatta delle attuali procedure”.

Oltre ai problemi riguardanti la definizione di conflitto di interessi e la revisione del “codice di condotta per i commissari”, il problema relativo a questi incarichi è quello della governance e del ruolo svolto dalle grandi società nel processo decisionale a livello statale ed europeo. In alcuni paesi, c’è una maggiore tolleranza riguardo alla circolazione delle elite nel settore politico ed economico. Le decisioni tecniche da prendere, soprattutto a livello europeo, contribuiscono ad accorciare ancora di più la lista di persone competenti in un determinato ambito e dunque potenzialmente incompatibili con altri incarichi. Provvedimenti più chiari riguardanti le carriere politiche potranno apportare ulteriori e profonde modifiche alla situazione. Un procedimento dovrebbe essere presto inoltrato al mediatore europeo con riferimento alle nomine dei membri del comitato ad hoc e alle loro decisioni, per renderlo più trasparente e disponibile al pubblico.


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Maha GANEM

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Après un Master en communication et négociation internationale à l’Université de Provence, et un Master en Journalisme politique et communication institutionnelle à l’international à l’Institut d’Etudes Politiques d’Aix-en-Provence, Maha a rejoint le (...)

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Anna Paternino (traduttrice)

Anna si è laureata in Traduzione e Interpretazione di Trattativa presso la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori di Forlì (Università di Bologna) nel dicembre 2008. Attualmente è iscritta all’ultimo anno del corso di laurea (...)
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