Grecia, e nient’altro
Prima notizia, al vertice si è affrontato solo ed esclusivamente lo spinoso dossier Grecia. Al contrario di quanto auspicato da molti osservatori e dal Presidente del Gruppo ALDE Guy Verhofstadt, infatti, non si è preso spunto dal caso greco per impostare una nuova governance economica europea. “Abbiamo parlato solo di Grecia – ha chiarito Van Rompuy in conferenza stampa – e la linea è doppia : il governo greco segua con responsabilità il piano di risanamento proposto e il resto d’Europa sarà solidale con la Grecia, se necessario”. L’accordo, come ha chiarito anche il Presidente della Commissione europea Barroso, è “politico” e maggiori dettagli pratici verranno dal Consiglio dei Ministri dell’Economia e delle finanze previsto per settimana prossima. Questo segnale è parso debole alla Borsa di New York, che ha reagito con un -0.25% del Nasdaq a quella che gli analisti hanno definito una “risposta debole”. L’idea, anche tra i commentatori europei, è che la palla passi ai ministri dell’Economia e che il Consiglio di oggi non porti novità sostanziali. In tema di governance, tuttavia, qualche risposta c’è : l’accordo prevede un monitoraggio del piano da parte di Commissione europea e BCE, con l’aiuto tecnico del Fondo Monetario Internazionale. Chi deve rimboccarsi le maniche per metterlo in pratica, però, è il Governo Greco.
Mano nella mano
“Mano nella mano” per sostenere la Grecia. Così il presidente francese Sarkozy e la cancelliera tedesca Merkel si sono definiti nel presentare i risultati del vertice durante una conferenza congiunta. Gli intenti di coordinamento che già i due paesi avevano espresso a fine 2009, quindi, continuano a concretizzarsi. Le Istituzioni UE, perciò, così come tutti gli Stati Membri, sappiano che l’asse franco-tedesco si avvia verso un consolidamento anche mediatico e simbolico : Parigi e Berlino d’ora in poi andranno mano nella mano.
La forza gentile di Herman
Il Presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha messo oggi alla prova la sua forza gentile. Primo, con il gesto simbolico di spostare la riunione dal palazzone Justus Lipsius – sede ufficiale del Consiglio, alla più intima Bibliothèque Solvay. Una palazzina nel cuore del Parc Leopold di Bruxelles “dove – come ha ricordato il Presidente del Parlamento europeo Buzek durante il vertice – hanno preso parola Einstein, Bohr, Marie Curie”. Secondo, ma vedremo se gli riuscirà, ha lanciato la proposta di riunire il Consiglio europeo “una volta al mese”, e non più una volta all’anno. Ciò rilancerebbe chiaramente il ruolo di questa istituzione, ma assicurerebbe anche più visibilità all’Unione europea nei dibattiti politici nazionali.
Intanto, in Italia…
E in Italia non ci si accorge molto di cosa succede a Bruxelles. Mentre il Presidente del Consiglio Italiano lascia il vertice, le agenzie stampa lo sollecitano sull’italianissimo caso Bertolaso.“Ho parlato con Bertolaso so che aveva mal di schiena e andava da una fisioterapista, una signora di media età che tra l’altro e’ in ospedale per farsi operare per un problema alla colonna vertebrale”, questa una delle poche dichiarazioni battute dalle agenzie italiane. Nel frattempo, i capodelegazione di tutti i partiti italiani al Parlamento europeo, scrivevano una lettera di protesta alla Rai “perché martedì 9 Febbraio i telegiornali non hanno dedicato all’elezione della nuova Commissione europea nessuna copertura”.
(Foto logo : la biblioteca Solvay ; fonte:www.flickr.com)


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