Altro che mazzette, cocaina e prostitute. Nell’integerrima Germania la carriera di un politico può andare a ramengo per molto meno. Anche una comunissimo lavoro accademico può trascinare un ministro sull’orlo delle dimissioni. E’ proprio quello che sta accadendo in questi giorni al titolare del portafoglio federale alla difesa, Karl-Theodor zu Guttenberg, reo di aver disseminato di plagi la propria tesi di dottorato in Diritto Internazionale, presentata nell’ormai lontano 2006. “Zu Googlenberg” o il barone “copia-e-incolla”, come l’ha ribattezzato con perfida ironia la stampa nazionale, per ora non lascia a dispetto delle montanti pressioni. A sua difesa si è però schierato l’intero establishment cristiano-democratico, Merkel in testa, che non può e non vuole perdere un leader giovane, capace e soprattutto molto benvoluto dal popolino conservatore. Una pedina fondamentale, insomma, per contenere la slavina elettorale che, dopo la debacle del voto di Amburgo e con altre sei regioni in attesa di andare alle urne, rischia di travolgere l’attuale governo di centrodestra.


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