“Nuovo emisfero asiatico, l’irresistibile ascesa dell’Est” di Kishore Mahbubani (già autore di ’Beyond the Age of Innocence : Rebuilding Trust between America and The World’) uscito negli Stati Uniti nel 2008, esordisce solo in queste settimane nelle librerie italiane. Edito da Egea, Università Bocconi Editore (pp.305, euro 29,00), con prefazione di Mario Monti, è una lettura imperdibile per gli addetti ai lavori ; ma anche per semplici appassionati di relazioni internazionali. Questo saggio si divora come fosse un romanzo, fatto che, oltre ad essere anomalo per un testo scientifico, merita di essere indagato.
A chi parla l’ex diplomatico di Singapore oggi preside della Lee Kuan Yew School of Public Policy della National University del suo paese ? Per quel che ci interessa, parla alla pancia dell’Occidente, invitandola a riconciliarsi con la testa. Mahbubani ci racconta “gli altri" come dovrebbero essere per noi (e come non lo sono stati fino ad ora), alla luce dell’esperienza che quegli stessi “altri” hanno avuto di noi. Ci parla di Cina e India, ma anche di Bangladesh, delle tigri asiatiche e dell’Iran, di tutti i paesi emersi ed emergenti che appartengono a quella regione.

- “Nuovo emisfero asiatico, l’irresistibile ascesa dell’Est” di Kishore Mahbubani (Università Bocconi)
L’autore sostiene con forza che il destino degli equilibri globali sia nelle mani, o meglio nel riadattamento occidentale all’”altro” (asiatico in questo caso). L’”altro” da noi va accettato e valorizzato, ma prima di tutto va riconosciuto. L’incapacità di riconoscerlo e di riconoscergli le sue legittime istanze e gli evidenti successi potrebbe pericolosamente tradursi in quella che suona come una minaccia latente (ma non lo è) che ad un certo punto il diverso da noi si stanchi di attendere e vada per la propria strada, senza compromessi. Il libro è un invito autentico a ripensare l’Oriente, ma soprattutto a ripensarci come Occidente, con i nostri errori e i nostri eccessi di egoismo internazionale.
E propone degli esempi che, pur opinabili, non possono lasciarci indifferenti : come mai l’Occidente declina i principi del libero mercato a suo piacimento ? Per quale motivo si tarda a rinegoziare il sistema di voto nei principali consessi economici internazionali ? E perché rispetto alla consuetudine di nominare un americano presidente della Banca Mondiale e un europeo a capo del Fondo Monetario Internazionale non si immagina di fare un passo indietro per aprire la strada alle intelligenze delle grandi economie orientali ? Come giudicare, poi, i doppi standard utilizzati nell’imporre le sanzioni economiche ?
Nonostante l’enfasi sulle stridenti contraddizioni e l’approccio realista, Mahbubani guarda al futuro con ottimismo, crede in una possibile fusione in un paradigma condiviso che è quello - ammette - per molti tratti occidentale, che abbraccia i principi dello stato di diritto, del libero mercato, dell’istruzione (ne elenca in tutto sette, i cosiddetti « pilastri della saggezza occidentale ») e che abbiamo gelosamente custodito e i cui benefici auspicato fossero solo per noi.
Mahbubani ci invita dunque a fare uno sforzo, a tentare di cambiare prospettiva per un attimo e indagare sulle ambizioni, le aspirazioni, i sogni e gli ottimismi dei quasi 4 miliardi di nostri vicini asiatici. I quali, dopo un periodo di torpore e dopo aver superato alcuni ostacoli interni alla loro crescita (tra gli altri il vecchio sistema di mercato cinese e il sistema delle caste in India) sono esplosi e hanno così cominciato a giocare ad armi pari. Il testo è ricco di aneddoti, dati, grafici e proiezioni che convergono tutte su un’unica verità : l’Asia ha preso consapevolezza di se stessa. E noi, abbiamo preso consapevolezza della sua « irresistibile ascesa » ?
Il libro ha tratti fortemente psicologici e adotta una tecnica particolare : scioccare il lettore occidentale per persuaderlo a interrogarsi al più presto sui suoi vizi cognitivi, le sue irrazionalità e in particolare sui suoi errori nella gestione della comunità internazionale, locuzione che, come l’autore ci ricorda, non è sinonimo di Occidente.
Insomma, suggerisce Kishore Mahbubani, condividere con il continente asiatico il peso della gestione del sistema politico globale e delle sue politiche pubbliche non è soltanto conveniente per l’Occidente, ma da oggi è anche doveroso e necessario.


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Europe at the time of the Asian boom

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