L’European Cybercrime Centre compie un anno !

Presentato alla stampa il report del primo anno di attività dell’EC3 a difesa di imprese e cittadini europei che navigano in rete


Il web è pieno di pericoli e chiunque può cadere nella trappola del cybercrime. Aziende e cittadini vanno tutelati. E’ proprio questo l’arduo compito del Centro Europeo per la lotta alla criminalità informatica, che da un anno lavora a stretto contatto con le autorità nazionali per garantire una navigazione più sicura. I primi dodici mesi sono stati intensi e la Commissione europea ha deciso di far conoscere i traguardi raggiunti dall’Ufficio e i futuri obiettivi.

Le Istituzioni europee hanno riservato, fin dal principio, un posto di particolare rilievo al cittadino e alla tutela dei suoi diritti. Da sempre l’Unione europea ha svolto le proprie attività focalizzando l’attenzione sui cittadini in modo da poter garantire loro una vita migliore al riparo dalle discriminazioni e anche da ogni tipo di crimine. Per questo motivo sono stati creati numerosi uffici e centri specializzati per combattere le disuguaglianze e la criminalità in tutte le sue forme. Uno di questi è il Centro Europeo per la lotta alla criminalità informatica (European Cybercrime Centre - EC3) che proprio in questi giorni celebra il suo primo anniversario di attività.

Situato presso l’Ufficio dell’Europol, nella città olandese de L’Aia, l’European Cybercrime Centre è stato inaugurato l’11 gennaio 2013 e rappresenta un tassello importante che rientra all’interno di un mosaico di sicurezza interna più ampio. Focus principale del centro : la tutela di tutti coloro che utilizzano il web, sia persone che aziende, e il sostegno alle forze nazionali di polizia nella lotta al cybercrimine. In un mondo in cui le frodi informatiche e le truffe sul web si sono moltiplicate, l’UE non poteva non agire. E’ ormai dalla rete che si propaga il crimine. Traffico di droga, armi, opere d’arte, reperti archeologici e medicine, pedopornografia, sfruttamento minorile, clonazioni di carte di credito e di dati personali e truffe : non era più il caso di stare a guardare, era il momento di agire. La messa in opera dell’EC3 ha di fatto dato un forte segnale mettendo in evidenza il nuovo cammino intrapreso dall’Unione europea : una maggiore collaborazione tra gli Stati membri e una più intensa condivisione di informazioni tra le forze di polizia al fine di svolgere velocemente ed efficacemente le indagini relative a crimini informatici. A dirigere l’EC3 e il suo team di esperti è Troels Örting, da sempre impegnato nell’Europol a combattere il crimine in ogni suo genere.

Attualmente il centro anticriminalità si occupa principalmente, ma non solo, di smascherare azioni illegali quali i reati nei confronti dei sistemi di informazione e delle infrastrutture dell’Unione europea, frodi e truffe nei confronti di cittadini e aziende europei, sfruttamento minorile e pedopornografia, attacchi alle istituzioni bancarie e finanziarie.

L’EC3 un anno dopo

La creazione del centro si era resa necessaria in quanto il numero di persone e imprese vittime di reati informatici sul web era aumentato vertiginosamente negli ultimi tempi. Ad un anno di distanza dalla sua presentazione e dopo dodici mesi abbondanti di attività, Cecilia Malmström, Commissario Europeo per gli Affari Interni, e Troels Örting, capo dell’EC3, hanno deciso di presentare, in un incontro con la stampa a Bruxelles, un resoconto di quanto fatto dal Centro per la lotta al cybercrime e dei futuri passi da compiere. Entrambi, all’inaugurazione nel 2012 del nuovo ufficio, si erano detti soddisfatti e fiduciosi dell’impulso che l’European Cybercrime Centre avrebbe dato all’Europa.

Nella conferenza del 10 febbraio l’attenzione si è focalizzata principalmente su due domande precise. La prima riguardante le future minacce del crimine informatico e la seconda relativa all’azione svolta a protezione dei cittadini europei da parte dell’EC3. L’incontro al quale hanno partecipato autorità di polizia, istituzioni europee e nazionali, oltre che i mezzi di comunicazione e il settore privato, ha fornito risposte adeguate a saziare la voglia di conoscenza di tutti gli interessati. Il Commissario Malmström ha spiegato : “Il comportamento criminale sta cambiando velocemente, sfruttando lo sviluppo tecnologico e le scappatoie legali. I criminali diventeranno sempre più ’creativi’ e sferreranno attacchi più sofisticati per raggiungere i propri scopi, perciò noi dobbiamo essere in grado di tenere il passo con loro”. Ha poi continuato : ’’Gli esperti dell’EC3 ci stanno aiutando a combattere questa battaglia, aumentando la cooperazione fra i Paesi membri dell’UE”.

Il direttore dell’EC3, Troels Orting, secondo quanto riportato da un comunicato della Commissione, ha così espresso il suo punto di vista : ’’Negli ultimi dodici mesi siamo stati estremamente impegnati ad aiutare le autorità europee a prevenire e studiare il cybercrime e a rafforzare le leggi europee sulla criminalità informatica. Sono orgoglioso e soddisfatto dei risultati raggiunti”. Ha poi aggiunto : “Sono particolarmente preoccupato per le sempre più complesse forme di criminalità che stanno emergendo. Abbiamo visto solo la punta dell’iceberg, ma l’EC3 è nato proprio per sostenere gli Stati membri nella lotta contro la criminalità informatica’’.

Il Centro Europeo per la lotta alla criminalità informatica continuerà dunque a collaborare con le autorità nazionali e le forze di polizia per garantire ai cittadini e alle aziende europee una navigazione sicura sul web.

Nel suo primo anno di attività, l’EC3 ha partecipato a diverse operazioni contro la criminalità informatica. Le aree in cui è stato determinante il supporto dell’ufficio europeo sono state :

Le frodi nei pagamenti ; Le truffe alle società che offrono servizi di cloud e condivisione al fine di spionaggio o estorsione ; Cyber-attacchi contro istituzioni finanziare ; Il contenimento della crescita del cybercrime e la prevenzione di future minacce ed evoluzioni del fenomeno sul web ; Pedofilia e diffusione di materiale pedopornografico di minori ; Il riciclaggio di denaro sporco ; Il contenimento di malware sempre più sofisticati, anche per dispositivi mobili.

Per approfondire l’argomento consulta il sito della Commissione Europea, in cui viene riportata la conferenza stampa, oppure il sito dell’Europol.


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Claudio PIETROTTI

Iscritto al corso di laurea in Scienze della Comunicazione presso l’università di Roma Tor Vergata.
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