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L’événement
La Bulgaria vira a destra

Anche la Bulgaria passa sotto le insegne della destra. Le elezioni generali di domenica 5 luglio hanno incoronato con un impressionante 40% dei suffragi la formazione conservatrice « Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria » (Gerb), scesa in pista appena tre anni fa senza particolari velleità ideologiche, e inflitto per converso una sonora batosta ai socialisti del Bsp. Il distacco tra i due primi partiti, più di venti punti, sanziona in maniera definitiva la crescente impopolarità del governo uscente, presieduto proprio dal Bps, sull’onda di una recessione particolarmente amara (dopo 12 anni consecutivi di crescita) e in evidente segno di protesta verso un sistema politico-istituzionale crivellato dalla corruzione. Problema quest’ultimo da molti analisti giudicato endemico e che nel luglio del 2008 ha costretto la Commissione Europea a congelare per molti mesi una torta da un miliardo di euro di fondi comunitari destinati al paese. L’azione disciplinare ha lasciato un’ulteriore crepa su una credibilità internazionale già compromessa da tempo e il cui effetto deterrente verso gli investimenti diretti esteri oggi riconoscono in molti. Stupisce poco che Boiko Borisov, leader e fondatore di Gerb, abbia potuto strappare cosi tanti consensi : il suo background « impolitico » (ex istruttore di karate e ufficiale di polizia), il linguaggio sovente diretto e ruvido, la sua retorica essenzialmente populista ne hanno fatto un candidato di rottura rispetto a un panorama che molti cittadini vedono ormai indistintamente marcio. Di più, Borisov ha incentrato la propria campagna elettorale sul tema della corruzione promettendo un deciso ripulisti qualora eletto. Una promessa difficile da mantenere tale e tanta è la diffusione di determinate pratiche illegali negli ambienti istituzionali del paese (la Bulgaria è insieme alla Romania fanalino di coda per trasparenza istituzionale tra gli Stati europei). Borisov attraverso una possibile alleanza con l’estrema destra (vedi il partito Atak), di cui potrebbe aver bisogno per assicurare una coalizione stabile, rischia di formare un governo troppo sbilanciato a destra, quando non ostaggio di pregiudizi euroscettici e forse xenofobi. Di certo i rapporti tra UE e Bulgaria cambieranno con un primo ministro meno predisposto a accogliere supinamente i diktat delle istituzioni comunitarie.

(Foto : Boiko Borisov ; fonte : www.sofia.bg)


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