Facendo valere il suo potere di veto, David Cameron ha di fatto messo fine a qualunque possibilità di apportare cambiamenti al Trattato di Lisbona, secondo le modalità auspicate da Sarkozy e Merkel nella loro proposta di un « financial crisis deal ». Che Cameron abbia agito in questa direzione non sorprende poi molto. Il clima tra l’opinione pubblica inglese alla vigilia del summit di Bruxelles era già molto caldo. I cittadini britannici non hanno mai guardato, neanche con un minimo d’interesse, all’euro. Di certo, non hanno alcuna intenzione di permettere al governo di muovere un passo in direzione dell’Unione monetaria. Guardando alla situazione dei mercati e dell’economia europea è difficile dargli torto. D’altra parte, ciò che i membri della Camera dei Comuni hanno chiesto a Cameron, con voce quasi completamente unanime, a poche ore dall’inizio degli incontri a Bruxelles era chiaro : guardare all’interesse della sovranità nazionale. In breve, far capire bene al Presidente francese e alla Cancelliera tedesca che la Gran Bretagna non avrebbe mai accettato il loro malcelato tentativo di stabilire una supremazia a due all’interno dell’Europa, per quanto essi si siano affannati a rimarcare che la loro proposta è un tentativo per salvare la sola « Eurozona ». Più di qualche politico inglese ha difeso Cameron dall’accusa di aver dimostrato un raro esempio di egoismo nazionalistico dicendo che con il suo « no » il Primo Ministro inglese ha in realtà salvato Paesi come l’Italia e la Grecia da un’ulteriore subordinazione all’interno dell’Unione monetaria. Dopo il discorso di Cameron a Bruxelles sono state molte le reazioni da parte dell’opinione pubblica inglese. Vediamo le principali dichiarazioni dei suoi attori più importanti e illustri.
« È stata una decisione dura, ma l’unica giusta da prendere », David Cameron, Primo Ministro.
« È stata una mossa molto delicata, ma firmare l’accordo avrebbe significato una perdita di sovranità nazionale. Ponendo il nostro veto abbiamo fatto si che tutte le decisioni chiave che ci riguardano, possano ancora essere prese da tutte e ventisette le nazioni, noi compresi », William Hague, ministro degli esteri. « David Cameron ha fatto l’unica cosa che per lui era possibile fare. Capisco cosa abbia portato alla formulazione di certe proposte, tutti stanno disperatamente cercando di salvare l’euro, ma credo che queste significhino solo sottrarre alle nazioni la loro sovranità », Boris Johnson, sindaco di Londra.
« Le strategie di negoziazione di David Cameron hanno portato la Gran bretagnia in basso. Ciò che il Primo Ministro ha dimostrato è una profonda debolezza. Da questa mattina la nostra nazione è isolata come mai è stata nei suoi trentacinque anni di membership europea », Douglas Alexander, ministro degli esteri ombra.
« Nel suo discorso della notte scorsa, David Cameron ha dimostrato la sua debolezza all’Europa. Ha fallito, perché non ha cercato di costruire delle alleanze prima del summit ? David Cameron dovrebbe costruire delle alleanze. Il Regno Unito è arrivato al summit senza alleanze e ne è uscito dimostrando a tutti la sua mancanza di influenza in Europa », Ed Miliband, leader dei laburisti.
« Per mesi ho cercato di far capire che si dovrebbe sempre cercare di evitare di formulare astratte teorie riguardo la modifica dei trattati. Se si capirà che questa è la strada su cui si vuole procedere ad ogni costo, allora bisognerebbe cercare di farlo nella maniera migliore possibile, ovvero cercando di non creare divisioni in Europa », Nick Clegg, vice Primo Ministro.
« Credo che Cameron non abbia avuto alternative. È importante ricordare che lo scopo di questo summit è quello di cercare di risolvere la crisi nell’ eurozona, ma è allo stesso tempo importante ricordare che ci sono persone, Paesi, che pur non facendono parte hanno un’importanza determinante all’interno di essa. Il presidente Obama per esempio », Sir Menzies Campbell, già leader dei liberaldemocratici.
(Fonte delle dichiarazioni : BBC)


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