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La ’Ndrangheta vista dalla Germania

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Le ’ndrine calabresi hanno dato il loro primo segnale quattro anni fa. Era la notte di Ferragosto del 2007 e a Duisburg un commando di due killer uccise sei persone sparando oltre 70 colpi. Ultimo atto della cosiddetta “faida di San Luca”, paese dell’Aspromonte di cui erano originarie alcune delle vittime.


Da quel momento, i tedeschi hanno preso coscienza che il problema mafioso non era un affare solo italiano ; le cosche erano potenti anche sulle rive del Reno e fu la strage di Duisburg a scoperchiare una pentola colma di malaffare. Lo scrisse a chiare parole anche Roberto Saviano, pochi giorni dopo il massacro, dalle pagine di uno dei più autorevoli quotidiani tedeschi, la Suddeutschezeitung : “die Mafia ist ein deutsches Problem”. E lo ha ribadito anche Beppe Grillo nel suo spettacolo berlinese, il 31 maggio, ammonendo dal palco i tedeschi – e gli italiani di Germania – a mantenere alto il livello di attenzione.

E, almeno sui media, l’attenzione non è certo scesa : un ampio risalto ha ottenuto l’operazione compiuta mercoledì scorso nel nord Italia da Polizia e Carabinieri, che hanno arrestato 151 presunti affiliati alla ’Ndrangheta. Insomma, oltralpe fa molta più notizia un blitz contro la mafia di qualunque liason dangereuse del nostro premier.

Peccato però che, sul fronte legislativo, Berlino sia avanti rispetto a Roma. Circa due anni dopo i fatti di Duisburg, nell’ottobre del 2009, il Bundestag ha approvato la legge di recepimento della decisione quadro 2006/783 del Consiglio dell’Unione europea, che rende più facile la confisca dei beni mafiosi. In questo modo, sarebbe possibile confiscare i proventi del riciclaggio del denaro mafioso in Germania, per restituirli allo stato italiano. Già, sarebbe...

Il nostro Parlamento, infatti, non ha mai recepito la direttiva europea in materia di confisca e condanna. Nonostante i blitz e la lotta sul campo a mafia, camorra e ’ndrangheta, non è stato compiuto un passaggio fondamentale, che consente di perseguire ovunque quelle che sono diventate delle multinazionali del crimine. Perciò, i soldi della mafia italiana, confiscati dalle magistrature di Spagna, Francia o Germania – per fare gli esempi di tre paesi che si sono adeguati alla direttiva europea – rimarranno agli (il)legittimi proprietari, invece di tornare allo stato italiano.


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Mattia ROSINI

Laureato in filosofia presso l’università La Sapienza di Roma, Mattia è giornalista professionista dal 2006. Parla inglese, francese e arabo, e attualmente vive a Berlino, dove insegna italiano e studia tedesco. Come giornalista, in Italia si è (...)
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FIRENZE 9-12 maggio 2012: quattro giorni di workshop interattivi, incontri, conferenze e mostre aperti alle idee e ai progetti di chi ha in testa un futuro migliore. Gli Euros sono stati invitati a partecipare a Liquid Lab e ad animare l’evento Europa 2.0, che avrà come tema centrale il mutamento della partecipazione politica nell’epoca del web 2.0. Europa 2.0 è un side event della conferenza «The State of the Union» organizzata a Palazzo Vecchio dall’Istituto Universitario Europeo e si svolgeranno in contemporanea, il 9 maggio dalle ore 10. Vi aspettiamo quindi il 9 maggio alle 10 a Murate, SUC Sala delle vetrate.

Gli Euros @ Liquid.lab per un’Europa 2.0 - Firenze 9 maggio

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