Migliora la sicurezza stradale nell’Unione europea

Secondo gli ultimi dati raccolti, è scesa la percentuale di vittime stradali nei Paesi membri


La sicurezza stradale in Unione europea sembra una scommessa vicina alla vittoria : secondo i dati preliminari relativi al 2013 pubblicati dalla Commissione europea, infatti, si è registrata una sensibile diminuzione del numero di morti sulle strade europee per il secondo anno di fila. Si avvicina sempre più, dunque, l’obiettivo fissato nel 2010 : dimezzare il numero di vittime stradali entro il 2020.

Dopo la decrescita lenta registrata nel 2011, il 2012 e il 2013 hanno registrato una generale diminuzione del numero di vittime delle strade. In particolare, nel 2013 sono stati segnalati poco più di 26.000 decessi in Ue, con una diminuzione di circa l’8% rispetto al 2012. Registrare numeri positivi per due anni consecutivi significa affermare che gli Stati membri hanno compreso l’urgenza di intervenire in una questione tanto delicata, adottando misure in grado di migliorare la sicurezza stradale, evitando,così, di mettere in pericolo la vita di milioni di persone, soprattutto giovani. Nonostante permangano dati particolarmente negativi, in generale si può affermare che la situazione europea è migliorata rispetto al 2010, anno in cui è stato fissato l’obiettivo di dimezzare entro il 2020 il numero delle vittime : nel 2013, infatti, il tasso di mortalità media sulle strade è di 52 morti per milione di abitanti contro i 62 morti per milione di abitanti registrati nel 2010.

La sicurezza stradale negli Stati membri

Secondo i dati, i Paesi con la percentuale più bassa di vittime sono la Svezia e il Regno Unito. Qui sono stati registrati rispettivamente 28 e 29 morti per milione di abitanti e questi Stati hanno difeso la loro posizione di primo piano sin dall’inizio della strategia di controllo dell’Ue. Anche la Danimarca rientra tra le realtà virtuose con 34 morti per milione di abitanti e una nota di merito è riservata alla Slovacchia, in cui il miglioramento dal 2012 al 2013 è stato netto : con il 24% di vittime in meno, il Paese passa dal decimo al settimo posto nella classifica degli Stati membri, superando Finlandia e Malta. In quest’ultima, come anche nel Lussemburgo, il numero di vittime è aumentato rispetto al 2012 ma la cifra resta comunque bassa e dunque l’oscillazione non risulta particolarmente grave e negativa. Diversa è la situazione in Romania, Lettonia e Lituania, dove è stato registrato il maggior numero di vittime sulle strade. Lodevole, però, è il miglioramento avvenuto in Lituania rispetto al 2012 : nel Paese, infatti, la percentuale di morti è diminuita del 15% ed è stata riportata, dunque, la seconda migliore variazione dell’anno. Nell’elenco delle realtà maggiormente colpite dai decessi sulle strade compaiono anche l’Irlanda e la Danimarca, con un aumento del numero di vittime rispetto al 2012. In generale, i dati relativi alla sicurezza stradale in Ue presentano una situazione variegata e disomogenea : di fronte al miglioramento netto di alcuni Paesi membri, vi è il peggioramento registrato in altri. Una statistica comune a tutti gli Stati è l’aumento dei ciclisti morti lungo le strade e la scarsa diminuzione dei pedoni uccisi.

Programma di sicurezza stradale 2011-2020

Per sensibilizzare gli Stati membri e cercare di diminuire fortemente il numero delle vittime, la Commissione ha adottato un programma ambizioso di sicurezza stradale che punta a dimezzare entro il 2020 le cifre negative registrate in Ue, attraverso misure mirate. La Commissione interviene, per esempio, nella sicurezza dei veicoli che popolano le strade, ritenendo essenziale il buon funzionamento di sistemi di protezione quali cinture, airbag, meccanismi di frenata d’emergenza. Un alto grado di sicurezza deve caratterizzare anche i manti stradali : per questo verranno concessi fondi soltanto per la costruzione di infrastrutture perfettamente aderenti alle norme di sicurezza. Passi in avanti si devono compiere nell’istruzione e nell’educazione degli utenti della strada, migliorando il sistema di formazione e di concessione delle licenze di guida. A queste misure si aggiunge la necessità di aumentare l’attenzione per i motociclisti, la spinta verso l’utilizzo di tecnologie avanzate, la definizione comune dei livelli di lesioni provocate sulle strade e delle conseguenti misure da adottare in caso di assistenza e soccorso.


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Giulia Cara

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